Ultimate Responsive Image Slider Plugin Powered By Weblizar

Hhans Jonas, nato nel 1903 in Germania, studia sotto la guida di Martin Heidegger e Rudolf Bultmann, realizzando le sue ricerche in diversi atenei tedeschi, tra i quali Friburgo, Berlino, Heidelberg, Marburgo. Durante il nazismo perde la madre, deportata ad Auschwitz.

Lui stesso è costretto a emigrare, prima in Inghilterra, poi in Palestina. Si arruola come volontario dell’esercito inglese e milita nelle file della Brigata ebraica. Nel 1949 si stabilisce in Canada, sei anni più tardi si trasferisce negli Stati Uniti, dove insegna in varie università. Muore a New York nel 1993.

Jonas è l’Autore di un piccolo classico del pensiero teologico del Novecento, «Il concetto di Dio dopo Auschwitz», nel quale si interroga su Dio e sull’uomo dopo la tragedia della Shoah. Muovendosi nel solco della tradizione ebraica, l’onnipotenza di Dio è posta in relazione con il libero arbitrio, che obbliga alla scelta tra il bene e il male; la libertà dell’uomo è analizzata a partire dalle potenzialità della ragione, che consentono di operare scelte positive o negative. Nel suo «Il principio responsabilità», propone una filosofia che può, essere sintetizzata da una frase, formulata sulle orme di Immanuel Kant:

«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future».

La critica di Jonas ai sistemi sociali e politici, alle forme istituzionali e regolative della società è coerente con tale premessa, nell’osservare che le nostre democrazie teorizzano una politica in termini di diritti universali, per poi praticarla in modo particolaristico: di un gruppo nazionale contrapposto agli altri; oppure, all’interno di una data realtà, di categorie che difendono interessi specifici. Da ciò la prefigurazione di una società capace di una laicità istituzionale che non rinunci alla dimensione teologica, ma sappia delineare forme di convivenza tra sensibilità, culture, tradizioni diverse.