da Moked.it – 23 aprile 2013

Una ventata d’aria fresca. Come al solito, fa bene confrontarsi con persone che vengono da altre parti del mondo: l’occasione é offerta dalla conferenza annuale del Westbury group, un cartello di fondazioni filantropiche ebraiche europee, che in questi giorni si riunisce per la prima volta a Roma. Nelle pause tra i vari meeting, si ragiona sugli scenari futuri dell’ebraismo mondiale, diviso in due comunità grandi (Stati Uniti e Israele), comunità medie (Francia, Inghilterra, Brasile, Argentina) e comunità piccole e medio-piccole, tra cui l’Italia. Al di là dei numeri, grosso modo stabili, ciò che interessa sono i trend demografici e geo-politici. Gli ebrei rimangono influenti in Occidente, in particolar modo negli Usa, ma sono completamente o quasi completamente assenti nei paesi asiatici emergenti, a partire da India e Cina. É difficile immaginare nel prossimo futuro un ebreo senatore in India o magnate dell’economia in Cina. Mentre soldi e potere si trasferiscono progressivamente verso Est, non assistiamo a flussi demografici ebraici nella stessa direzione. A ben vedere, però, anche negli Stati Uniti gli ebrei perdono terreno (insieme agli afroamericani): la minoranza ispanica cresce nei numeri e acquista spazio nelle istituzioni e nella società, come iniziano a comprendere anche i repubblicani per ragione elettorali. In prospettiva, dunque, gli ebrei non potranno mantenere il prestigio e l’influenza che hanno avuto sinora in America, se si eccettua forse New York dove la popolazione ebraica rimane rilevante in termini quantitativi. Se questo é il quadro generale, bisogna fare i conti con la realtà. Gli ebrei possono continuare a esercitare un’influenza grazie ai loro successi scientifici, culturali ed economici, ma al di là del prestigio che ne deriva avranno bisogno di stringere alleanze. É per questa ragione – oltre al fatto che è giusto – che occorrerà stringere alleanze con altri gruppi e altre minoranze. Solo tutelando i diritti di tutti potremo tutelare i nostri in futuro…

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas twitter @tobiazevi