da Moked.it – 21 aprile 2014

“E volta nostra poppa nel mattino, / de’ remi facemmo ali al folle volo, / sempre acquistando dal lato mancino. / Tutte le stelle già de l’altro polo / vedea la notte, e ‘l nostro tanto basso, / che non surgëa fuor del marin suolo. / Cinque volte racceso e tante casso / lo lume era di sotto da la luna, / poi che ‘ntrati eravam ne l’alto passo, / quando n’apparve una montagna, bruna / per la distanza, e parvemi alta tanto / quanto veduta non avëa alcuna. / Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto; / ché de la nova terra un turbo nacque / e percosse del legno il primo canto. / Tre volte il fé girar con tutte l’acque; / a la quarta levar la poppa in suso / e la prora ire in giù, com’ altrui piacque, / infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso”. (Dante, Inferno XXVI).
In memoriam.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas twitter @tobiazevi