Da Moked.it – 6 settembre 2016

Nei giorni in cui – giustamente – tutti parlano del terremoto, ho recuperato sul web un documento interessante, solo in parte indebolito dal tono barricadero e antagonista che non rende giustizia completa al grande lavoro dei soccorritori. Si tratta del “decalogo del terremotato e della terremotata consapevole”, elaborato a suo tempo dal Collettivo 3,32 L’Aquila, in occasione dunque della tragedia del 2009. Lo riporto integralmente, con l’avvertenza di cui sopra, come memento efficace e spunto di riflessione nell’inevitabile mare di banalità post-sisma: “1) Non disperdetevi come comunità e non fatevi mettere gli uni contro gli altri; 2) Restate in sicurezza, ma non lasciatevi allontanare dalle vostre case e dalle vostre proprietà; 3) Non fatevi rinchiudere in campi recintati con la scusa di essere protetti; 4) Mantenete la vostra consapevolezza e autonomia; 5) Vi convinceranno che non siete autosufficienti e proveranno a ospedalizzarvi: non lo permette! Ogni gesto quotidiano deve restare vostro; 6) Non fatevi raccontare dai media quello che vi succede, siate protagonisti dell’informazione e diffondetela voi, i mezzi non mancano; 7) Chiedete da subito controllo e trasparenza sulla gestione di tutto quello che vi riguarda: solidarietà, aiuti, fondi ecc. 8) Fate che l’emergenza non diventi lungodegenza: ai commissari fa comodo, alla vostra comunità no; 9) Pretendete di partecipare da subito a ogni scelta sul vostro futuro; 10) Non lasciate devastare il vostro territorio con la scusa della ricostruzione. Insomma, nonostante tutto quello che vi diranno sulla solidarietà, ricordatevi che per qualcuno il terremotato è da spolpare: occhio a sciacalli e avvoltoi!”.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas twitter @tobiazevi