Da Moked.it – 31 maggio 2016

Da “Jewish and the city” a “Jewish in the city”. Cambia il nome del festival ebraico milanese, giunto ormai alla terza edizione. C’è chi lamenta un’edizione in tono minore, meno coinvolgente di quelle passate, funestata peraltro da un’ondata di maltempo assai poco primaverile. Il nome, però, è più giusto. Aver rinunciato all’assonanza con il titolo della celeberrima sitcom americana assicura una precisione maggiore: gli ebrei, e le comunità, sono “nelle” città e non al fianco delle città. Specie nella tradizione italiana, anche attraverso la dolorosa storia dei ghetti. Ne sono parte costitutiva e integrante, non periferica e tangente.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas