Perché l’associazione

«Hans Jonas» è un’ occasione per riflettere sul futuro della società italiana Italia e della sua comunità ebraica, un’associazione duttile e flessibile, aperta al confronto con tutte le sensibilità culturali, religiose e politiche, pronta ad affrontare nel tempo sfide diverse e mutevoli. Gli ebrei italiani vivono oggi un’epoca particolare. A fronte di un calo demografico aumenta nella società l’interesse per la cultura e le tradizioni ebraiche. Per la prima volta nella storia essi non sono i diversi, di volta in volta perseguitati o tollerati, ma una minoranza tra altre minoranze, spesso ben più rilevanti numericamente. Per questa ragione allarmano fenomeni di intolleranza cui assistiamo (antisemita, islamofobica, omofobica, razzista) che pongono interrogativi sulla cultura civile dell’Europa a sessant’anni dalla Shoah.
Il mondo globalizzato impone di ripensare il rapporto dell’Europa stessa con lo Stato d’Israele: per gli ebrei esso è affettivo prima ancora che politico-culturale, ma il Medioriente, il Mediterraneo, i fondamentalismi sono problemi che riguardano tutti i cittadini responsabili.
La lunga e faticosa battaglia per l’integrazione vinta nella storia d’Italia dalla piccola minoranza ebraica costituisce un bagaglio di esperienze, e può rivelarsi un modello nelle relazioni multietniche, multireligiose e multiculturali sempre più numerose.
Gli ebrei nel dibattito pubblico sono di fatto attori di una società plurale, non solo portatori di interessi specifici.
L’ «associazione Hans Jonas» ha l’ambizione di creare un luogo di dibattito e incontro, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, che sappia formare, informare e fornire strumenti per comprendere ciò che si evolve intorno a noi, grazie all’attività di ricerca.
Forti della tradizione ma rivolti al futuro.